Uno ti regala (regala!) 5 miliardi delle vecchie lire, e tu li strappi. Perché questo è successo, né più né meno: nel 2001 la Regione concesse al Comune di Aci Sant’Antonio l’utilizzo della somma di 5 miliardi per sistemare un magnifico parco ridotto in disgrazia. Risultato?? NULLA!
Ecco la storia in 7 orribili puntate:
1. Il Comune di Aci Sant’Antonio con delibera del 26/06/2001 (sindaco: Pulvirenti; assessori: Sciacca, Caruso, Rocca e Ferrara) aderisce al PIT delle Aci (Progetti Integrati Territoriali) per l’assegnazione di fondi provenienti dalla Comunità Europea.
2. Alle elezioni comunali del giugno del 2003 Pulvirenti viene rieletto sindaco cambiando compagine governativa (dal centro-sinistra al centro-destra).
3. Nell’agosto del 2005 arriva il decreto di finanziamento del PIT per la riqualificazione e l’esproprio del parco di Casalotto, che assegna al Comune di Aci Sant’Antonio la somma di euro 2.500.000,00 (ex 5 miliardi di lire). L’opera dev’essere terminata, però, entro il dicembre del 2008 (quindi: da quel momento il Comune avrebbe dovuto inviare tutta la documentazione necessaria per concludere l’iter e realizzare l’opera finanziata).
4. L’Amministrazione Comunale, però, anziché accelerare l’iter di realizzazione lo rallenta. Ben 8 mesi passano senza far nulla e nel marzo del 2006 il sindaco, con un’incomprensibile iniziativa, propone al consiglio di accantonare il progetto del Parco Casalotto a favore di un altro progetto-fantasma, già valutato negativamente dalla Regione (in poche parole: il sindaco chiede di sostituire un progetto già approvato con un altro – di riqualificazione urbana, per un contributo inferiore – che era già stato oggetto di una sonora bocciatura).
5. Il consiglio comunale (seppure schierato a favore del sindaco) in quest’occasione respinge l’offerta dell’Amministrazione Comunale ritenendola illogica. E intanto il tempo passa…
6. Così, fallito il tentativo di affossarlo, il 23 Ottobre 2006 (ben 15 mesi dopo il decreto!) viene finalmente inviato il progetto generale alla Regione.
7. Ma… Ultimo atto: la Regione Siciliana poco tempo fa (giugno 2007) comunica al Comune che, vista l’impossibilità di rispettare i tempi d’esecuzione previsti (dicembre 2008), invita il Dipartimento della Programmazione ad AVVIARE LA PROCEDURA DI REVOCA DEL FINANZIAMENTO (e nel frattempo ad Acireale stanno completando la sistemazione di corso Umberto con gli stessi fondi del PIT…).
Cosa è accaduto? Come è possibile che duemilionicinquecentomilaeuro siano andati perduti? Chi sono i responsabili di questo incredibile atto di negligenza? Cosa si nasconde dietro tutta questa scelleratezza?
CITTATTIVA denuncia! State collegati…
Inserito Saturday, 4 August 2007 alle 02:57 in Casalotto, Denunce, Articoli. Puoi seguire le risposte attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o seguirle dal tuo sito.
















Inserito da Stefano il 5 August 2007 alle 20:07:
Perfetto! Speriamo che qualcuno adesso inizi quantomeno a pensare..
Dieci, cento, mille di questi manifesti!!!