Da quando l’hanno inventata, la Casa delle Libertà, l’Italia è cambiata. Chi c’è passato non riesce a trattenersi: libertà è libertà. Non ti piacciono le scarpe che hai? Le cambi. Non ti piace il divano di stoffa? Lo prendi di pelle. Non ti piace palazzo Cantarella? Lo colori di giallo.
Si fa così, per animare il mondo con lo spirito libertino più libertino che c’è. Al grido di chissenefrega! si va avanti a spron battuto. E se il santantonese si mette di mezzo, tingiamo di giallo pure lui, così se manifesta davanti palazzo Cantarella si confonde con le mura.
Però il gioco è bello se la libertà la si prende a casa propria. Dove le cose sono di tutti, dove il bene è comune, la libertà è riconosciuta tale perché derivata da regole scaturite da chi se l’è conquistata decenni fa, perciò dalla Costituzione, che ha generato leggi, e altre leggi, e leggi ancora. Se devi scavare una buca per sistemare qualcosa, scavala, sì, ma devi dirlo alla gente; se devi asfaltare una strada, fallo sapere a quelli che ci passano sempre. Di’ queste cose almeno per tempo! Invece no: Aci Sant’Antonio funziona metereologicamente, o, se preferite, a comu agghiorna. Giuseppe Micalizzi, consigliere comunale di CITTATTIVA, nell’ultimo resoconto del Consiglio Comunale (quello del 24 marzo) ha evidenziato come l’opposizione si sia fatta sentire proprio per criticare questo modo di fare, invitando alla correttezza l’amministrazione.
Ora: se un palazzo perde pezzi è certamente da restaurare, se il tempo ne ha deteriorato l’aspetto va sicuramente sistemato, non c’è dubbio. Solo che non lo puoi fare a caso: l’idropittura fra qualche anno se ne va! E il colore non lo puoi scegliere osservando i palazzi postmoderni: palazzo Cantarella è settecentesco, e un eventuale restauro va studiato e preparato secondo canoni precisi, canoni che non avrebbero mai portato alla soluzione di quel giallo. E magari devi far richiesta di nulla osta alla Soprintendenza di Belle Arti, come sottolineato da Giuseppe Rocca nella lettera inviata a “La Sicilia” martedì 24 marzo, lettera mozzata dal giornale di Ciancio (potremmo dire “ad arte”, per restare in tema) proprio della parte legata alla Soprintendenza (clicca qui per leggere la lettera originale). Sparita questa, rimane il giallo. Giallo Cantarella.
Ma chi è venuto dallaCasa delle Libertà pare proprio non possa farne a meno. Magari, brutto com’è adesso, il palazzo Cantarella chiederanno di allargarlo di un buon 20%…
La notizia che circola in questi giorni riguarda quello che si può fare sopra-terra, cioè la possibilità di allargarsi, espandersi, continuare a gettare cemento senza poi dover aspettare di farsi condonare e pagare per questo. Ora si fa gratis e, praticamente, subito: basta evitare velocemente un piccolo “no”, che mai arriverà, e poi la colata è possibile, fino magari a oscurare il sole in centro storico. Certo, uno si chiede chi diavolo è che, con questa crisi, pensa ad allargarsi la casa, e perché diavolo è venuto fuori questo piano casa, ma in Italia ai primati ci teniamo, e non potevamo perdere l’occasione di confermarci come uno dei paesi che getta maggior cemento in Europa, ambendo al primato mondiale. Non sia mai che l’ambiente ci metta il becco. Pussa via, cespuglio.
La notizia che non circola in questi giorni riguarda quello che si può fare sotto-terra, e cioè continuare a metterci le mani nel portafogli. Fino a quando ci toglieranno pure quello, vuoto. Da Giuseppe Toscano, consigliere del Movimento Consumatori di Catania, apprendiamo infatti che l’iter legislativo di aggiramento della sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale, ossia la sentenza che sanciva l’illegittimità della richiesta di denaro agli utenti che non usufruiscono delle fognature, è andato in porto (tempo fa con un postci occupammo del disegno di legge che ha portato a tutto questo). Per farla breve, hanno trovato il modo di farci pagare quello che non c’è confezionando la legge 13/2009: l’art. 8-sexies di questa legge ridefinisce il concetto di “servizio di depurazione” mettendoci dentro la “progettazione”, come specificato al punto 1, dove si chiarisce che “gli oneri relativi alle attività di progettazione […] costituiscono una componente vincolata della tariffa”.
Lo stesso articolo al punto 2 richiama sì la sentenza della Corte, chiarendo che i gestori del servizio devono restituire agli utenti quanto dovuto a partire dall’1 ottobre 2009 (con 5 anni di tempo), ma poi precisa che “dall’importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione”… Bingo. Per leggere tutto l’articolo cliccate qui.
Lo sportello di Catania del Movimento Consumatori ci ha fatto pervenire un comunicato stampa (che potete leggere cliccando qui) con cui si rende nota la richiesta all’ATO2 di Catania di evitare la “doppia imposizione”. Giuseppe Toscano commenta così:
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Riformulare il concetto di “servizio di depurazione” in tal modo è in totale antitesi con quanto stabilito dalla sentenza, laddove è chiaramente scritto che “l’ammontare della quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è […] commisurato al costo del servizio di depurazione […] e non al costo di realizzazione del depuratore ”, e quindi è espressamente manifesta la volontà del legislatore di separare i costi di realizzazione del depuratore dagli effettivi costi del servizio di depurazione, inteso come servizio che viene poi realmente fruito dagli utenti nel momento in cui le acque reflue da essi riversate vengono depurate! Agli utenti può quindi essere addebitato solo il costo del servizio realmente fruito come controprestazione e non è consentito ricomprendere all’interno di tale costo anche altre voci che non siano strettamente attinenti alla sola fase di depurazione delle acque reflue!
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Giuseppe ha anche inviato un’interpello al Co.Vi.R.I., il Comitato per la Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche, in cui chiarisce la situazione e sottolinea la condizione dei numerosi utenti (fra cui non pochi santantonesi) che per cause non dipendenti dalla loro volontà non sono allacciati alla pubblica fognatura, e in cui si chiede di tutelare detti utenti e di vigilare sull’operato dell’ATO2 Acque Catania in merito alla restituzione delle somme. Cliccando qui potete leggere parte del documento inviato al Co.Vi.R.I..
Che il Piano-casa serva per costruire più in alto ed evitare di sentire la puzza?
Siamo sempre lì, il problema è l’informazione. Se le notizie non circolano o, peggio, circolano falsificate, modificate, modellate a uso e consumo di chi deve trarne vantaggio, ecco che la società comincia a marcire, ecco che la gente comincia a perdere l’orientamento e a seguire i capipopolo che, coscienti delle manovre che hanno portato a quello stato di cose, continuano a costruire il loro impero sulle macerie dei pincopallino.
Contro il dominio dell’informazione si può lottare solo a colpi d’informazione. Portandosi appresso ciò che dimostra la buona fede. “Report” ha mostrato la faccia buia di Catania, devota al denaro e ai semidei dell’Etna, da Ciancio a Firrarello, ed ha aperto una finestra sul modo di fare informazione in questa bassa provincia italiana. Aci Sant’Antonio, periferia della bassa provincia, non è esente da tutto questo.
Lo dimostra il manifesto affisso in risposta a quello di CITTATTIVA e del PD (che informava i cittadini dell’aumento della Tarsu) sottolineandone il carattere ingiustificato. Un manifesto senza volti, firmato da un “direttivo del Movimento per l’Autonomia” che non ha nomi e cognomi, o meglio: che li ha, ma non si vedono bene. Al punto che - come ci informa il consigliere comunale del Movimento, Giuseppe Micalizzi- alla richiesta di chiarezza (da parte dell’opposizione) durante il consiglio comunale del 12 marzo il silenzio ha invaso l’aula, sostituito in breve dalla caciara alla quale ha fatto seguito - come nel migliore dei climax ascendenti - la precisazione dell’assessore Di Stefano. Una teatrale assunzione di responsabilità.
Al di là delle responsabilità, comunque, CITTATTIVA non rimane in silenzio: un comunicato stampa a firma di Maria Grazia Leone, Santo Caruso e Giuseppe Rocca ha risposto alle affermazioni del “direttivo”. Il comunicato si erge a difesa di quanto fatto dalle forze di sinistra durante questi anni (contro l’inerzia paventata dal “direttivo”), e in questo filone rientrano anche le iniziative del Movimento, che attualmente affianca il PD nel nucleo di opposizione al consiglio comunale.
Per leggere per intero il comunicato clicca qui. Su questo post ci limitiamo a riportare una parte di quanto firmato da Maria Grazia, Santo e Giuseppe:
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E’ evidente che la giunta Cutuli non è in grado né di giustificare, né di legittimare questo vergognoso aumento della Tarsu. Il sindaco e il suo partito stanno tentando di sviare l’attenzione dei cittadini dalle salate bollette della tassa sulla spazzatura sollevando strumentalmente una ridicola polemica con l’unico scopo (fallace) di screditare il centrosinistra santantonese. Solo chi è intellettualmente disonesto può accusare il centrosinistra santantonese di “letargo”.
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CITTATTIVA non è il centrosinistra santantonese: è un movimento, e c’entra con la politica in quanto luogo di proposte e di confronto. E in quanto al fianco del PD santantonese nelle battaglie che porta avanti.
A breve pubblicheremo il manifesto in risposta al fantomatico “direttivo”.
Tempo addietro capitò che più d’una volta i critici di CittAttiva rimproverassero il Movimento e, soprattutto, gli editori del blog, di non prendere nessuna iniziativa e di non far altro che lanciare parole al vento, nell’intento, soprattutto, di sponsorizzare la candidatura di Giuseppe Rocca.
Ebbene, col tempo abbiamo smentito (non che ce ne fosse realmente bisogno) questi critici dell’ultimo minuto: la recente iniziativa dei resoconti del consiglio comunale, ad esempio, che teniamo nuovamente a sottolineare
dimostra come CITTATTIVA sia soprattutto PROPOSTEper migliorare le cose.
Ecco, adesso, un’altra proposta concreta: su suggerimento di diversi lettori e amici di CITTATTIVA, offriamo ai santatonesi - aprendo il file excel che potete scaricare cliccando sulla calcolatrice sotto queste parole - la possibilità di riscontrare la correttezza degli avvisi sulla Tarsu ricevuti recentemente:
E’ un modo semplice per avere una certezza sul quantum delle tariffe, dato che l’errore - si sa - sta dietro l’angolo.
CITTATTIVA ancora una volta mostra di essere in grado di fare, senza nulla chiedere se non quello che spetta ai cittadini onesti. Con la convinzione che le cose buone, concrete e utili, possono essere fatte a partire dal basso, perchè è soprattutto in basso che servono. E magari diventassimo un Comune a 5 stelle…
Anzitutto, oltre le parole “tassa” e “rifiuti”, usate e logore oramai, saltano agli occhi le cinque lettere che compongono la paola “BUGIE”. Rosse, e con tanto di punto esclamativo.
CITTATTIVA, insieme al Partito Democratico, ha urlato a tutti i cittadini quello che sta accadendo in merito alla Tarsu, affiggendo un manifesto per le strade della città, dando modo a tutti di sapere, di conoscere l’ingiustificato aumento della Tarsu, un + 45% che trova ancor maggiore insensatezza nella squallida contromossa, una difesa falsa, ossia l’affermazione che il denaro è reso necessario dall’aumento dei costi di gestione. Quel “BUGIE!” si riferisce proprio alla dichiarazione del presidente di Ato Ambiente, che ha sottolineato come non ci sia stato nessun aumento dei costi di gestione. CITTATTIVA informa, inoltre, del ricorso al Tarper ottenere quel che ci spetta e, soprattutto, legittimare i diritti dei santantonesi.
E’ con l’informazione che proviamo a difendere chi potrebbe cascarci. Così ecco, alla vostra destra, un nuovo servizio: in alto, sotto la voce iniziative, trovate il logo
Se ci cliccate sopra verrete indirizzati alla pagina che contiene i sunti dei consigli comunali, a partire da gennaio 2009. Si tratta di veri e propri racconti di quello che avviene in Aula, racconti a cura del consigliere di CittAttiva, Giuseppe Micalizzi. Una narrazione senza nessuna forzatura: soloquello che è avvenuto, come è avvenuto. Per rispondere a quella carenza di informazioni che rende una società misera, e la espone a rischi dei quali non verrebbe mai a conoscenza.
Si chiama trasparenza, e CittAttiva la offre ai santantonesi.