Se l’elezione si basasse sull’effettivo peso politico dei candidati (politico in senso assoluto), non ci sarebbero dubbi. Il candidato vincente sarebbe quello che ha i programmi migliori, le idee che piacciono (e che fanno bene) più facilmente attuabili.
Martedì sera lo scontro-incontropolitico andato in onda su D1 ha toccato picchi deliziosi. Da un lato GIUSEPPEROCCA, dall’altro PIPPO CUTULI. Giuseppe aveva dalla sua CITTATTIVA come finestra mediatica, Pippo Cutuli aveva dalla sua la DISINFORMAZIONE (che di questi tempi fa tanto). Così il Pippo accigliato ha pensato bene di dire che quello che sta scritto qui (ci si riferiva al post “Un paese senza midollo?”) è frutto di fonti non corrette, è falso. Così ha precisato subito che lui non ha promesso assessorati a nessuno. Nel dire che lui non avrebbe nulla a che fare con la nostra denuncia relativa al fatto che un voto per lui ratificherebbe lo stato attuale del paese, Pippo ha pensato bene di fare una precisazione che noi non abbiamo mai chiesto. Abbiamo invece sottolineato come nella sua “coalizione” ci sta eccome quella gente che ha ridotto così il paese, e che prima che venisse obbligata a sottostargli litigava beatamente con lui e con gli altri.
Non contento di questo primo gesto da ammaliatore di piazze, Pippo ha sfoggiato il tocco da maestro. Dopo una precisa disamina, breve e concreta, degli interventi per il paese, disamina ad opera di Giuseppe Rocca, il Pippo accigliato ha tirato fuori un “ce l’ho io il programma concreto, altro che queste cose”, ed ha dichiarato la sua idea per rilanciare Aci Sant’Antonio: PARCHEGGI. Senza scomporsi più di tanto, sebbene infervorato da questo sogno sociale, Pippo ha sottolineato come sarebbero fondamentali i parcheggi per Aci Sant’Antonio, e per evitare che qualcuno gli facesse notare che da questo paese le automobili vanno via, lui ha precisato che tra le altre cose ci vorrebbe pure una sala congressi…
Certo, Giuseppe gli ha fatto notare priorità come il Parco di Casalotto, ricordando la denuncia di CITTATTIVA volta a non far perdere il finanziamento (oramai perduto), ma il Pippo accigliato, mantenendo un proverbiale savoir fair, ha puntualizzato che è stato lui quello che ha avuto a cuore la vicenda, e se c’è uno che si è interessato ai problemi del paese, avanzando delle denunce, quello è stato lui.
Bene, ricordando che in merito al Parco di Casalotto il Pippo accigliato approfittò del nostro manifesto per rilasciare una intervista subito dopo l’uscita di questo, sottolineamo noi, qui, che nei suoi anni da amministratore alla Provincia Regionale di Catania un dito per le reali gravi mancanze di Aci Sant’Antonio non è stato da lui mosso. Si è parlato di carretti siciliani, nient’altro. Mentre noi, come ha fatto Giuseppe durante il dibattito, abbiamo sollevato questioni e proposto soluzioni.
Pippo, nel frattempo, era impegnato a cercare parcheggio…
“Complice” letteralmente significa “piego insieme”. Il complice è la persona implicata con altri in un’azione. Complice è chi ratifica l’azione sporca, miserabile del sindaco scelto a Palermo. L’azione di chi affronta lo scontro alleandosi con gli altri nemici per trionfare, promettendo laute ricompense. Complice è chi segue i vigliacchi, chi segue quelli che hanno abbassato le orecchie inchinandosi per il padrone di partito. Complice è chi riconsegna il paese nelle mani di chi lo ha già affossato.
Non votare Giuseppe Rocca significa mettere la firma sul rifiuto del finanziamento per il Parco di Casalotto. Significa mettere la firma sull’indecente questione dell’Antenna Vodafone nel vecchio macello. Significa mettere la firma sulla disarmante situazione delle frazioni. Significa mettere la firma sulla carenza di segnaletica stradale orizzontale e verticale, sul pessimo arredo urbano, su ogni rotonda orribile, sul verde pubblico secco come un deserto grigio, sull’ADSL mancante, su UN INTERO PAESE BOCCHEGGIANTE.
GIUSEPPE ROCCA è l’unica alternativa. Ed è un’alternativa più che valida. Noi crediamo in lui: con lui abbiamo dato vita a CITTATTIVA e, a meno che non siamo stati colpiti tutti da una acutissima forma di miopia sociale, non riusciamo a vedere altri che hanno inquadrato i problemi, denunciati, e proposto soluzioni. Abbiamo visto invece alzarsi il fango.
3 contro 11. Come se durante una partita di calcio avessero espulso 3 difensori, 3 centrocampisti e 1 attaccante. Ma anche in 3 contro 11 siamo scesi in campo. 3 liste contro le 11 della GRANDE AMMUCCHIATA messe insieme per assicurare la vittoria al candidato che aveva paura del ballottaggio - quasi certo - con Giuseppe Rocca. Anche se solo 3, sappiamo di avere persone più che valide, e molta gente nuovacontro il marcio che cerca di avanzare dopo aver messo il paese in ginocchio. E in mutande. Eccole, le 3 liste:
SGROI LUIGI CLAUDIO detto GIGI
BARBAGALLO GIUSEPPE detto PINO
BRECCIA SALVATORE
COSMA ROBERTO
CRISTALDI GIUSEPPE
DI BELLA CARMELO
GIGNINA NUNZIATA MARIA
GIURATO SALVATORE detto TOTI
LA PIANA PIETRO SALVATORE ditto GIAMPIERO
LOMBARDO MARINA ROSARIA LAURA
MACCARRONE LAURA
MANNO MAURIZIO CARMELO
MICALIZZI GIUSEPPE
OGNISSANTI SALVATORE
PULVIRENTI SEBASTIANO DANIELE
SCANDURA ANGELA
SCIUTO STEFANIA
TOMARCHIO SALVATORE
TROVATO SALVATORE
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DI SALVO ROBERTO SALVATORE
BARBAGALLO GIOVANNA
BOTTINO DOMENICO
COCO MICHELE
D’AGATA ROBERTO
DANZI’ PAOLO
GARAFFO FABIO HAMADI
GUARRERA IGNAZIO
PATANE’ GRAZIANO
PUGLISI ENRICO
REITANO ANTONIO
SORBELLO FRANCESCO
SPOTO ALFIO
TORRISI ATTILIO EMANUELE
TROVATO PALMA ANTONINA
DONZUSO ROSARIO
RICCA ALFIO
COCO VENERO SANTO detto NERINO
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CARUSO SANTO ORAZIO
D’AGATA GIUSEPPE
LEONE MARIA GRAZIA
BARBAGALLO VINCENZO
BONACCORSO AGATINO detto TINO
BOTTINO MICHELE
CORSARO GIUSEPPE
CRISTALDI SALVATORE detto TURI
FARA FRANCESCO
GAROZZO AGATA
GRASSO SALVATORE detto TURI
LISIO GIUSEPPE
MARINO GIOVANNI
MARRONE FRANCESCO
RACITI CLAUDIA
SANTAGATI GIUSEPPE SALVATORE
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Anche se difficile, CI CREDIAMO. Non si può non credere che LE COSE POSSONO CAMBIARE. In meglio.
Non c’è molto da dire. Le parole mancano, cadono dalla bocca perchè senza sostegno, senza appoggio. La bocca è aperta, a metà fra stupore e sgomento.
Non ci saranno elezioni comunali ad Aci Sant’Antonio. Non ci saranno a meno che gli abitanti non mostreranno di avere la schiena dritta, di essere in grado di decidere CON LA LORO TESTA.
Nei piani alti, in quel di Palermo, hanno deciso. Deve candidarsi SOLTANTO UNO. Dell’emmepià. Pippo Cutuli. Non è importante il nome, la persona. Nonfreganienteanessuno. E’ importante il partito. Bisogna che il sindaco sia di un partito: MPA. E chissenefrega del paese, di Aci Sant’Antonio. Hanno deciso così, e hanno deciso da un’altra parte.
Così tutti hanno abbassato le orecchie, si sono prostrati, si sono inchinati fino ai piedi dei loro signori. Si sono fatti tutti da parte. Pippo Di Stefano, Stefano Finocchiaro, Silvio Cavallaro hanno fatto ciaocon la mano. Gli hanno ordinato di farsi da parte per permettere a uno soltanto di essere certo. Silvio Cavallaro ha dichiarato con nonchalance di aver agito per “ubbidienza gerarchica”. Che suona un po’fascista. Ubbidienza gerarchica. Il paese si consegna alle teste di Palermo.
La sventura non è tanto Pippo Cutuli, che potrebbe fare il sindaco per scelta della gente. La sventura sta nelle ALLEANZE FORZATE. Le decisioni dei “caporali” hanno messo insieme gruppi di persone che fino a poco tempo fa si scannavano beatamente. E molti di loro sono gli stessi che hanno portato il paese nelle condizioni pietose di adesso, fra scandalo del Parco di Casalotto, scandalo dell’Antenna Vodafone, arredo urbano indecente…
Se i santantonesi ratificheranno queste scelte, continuando a votare “in famiglia” e perchè “così hanno detto”, le cose andranno sempre peggio, fino a implodere…
Noi tutto questo possiamo ancora cambiarlo. E’ Davide contro Golia, ma sappiamo che Davide può vincere. Dobbiamo dirlo agli altri! Alla gente! Dobbiamo gridarlo. Facciamo sapere a tutti cosa sta accadendo e facciamogli capire che la strada non è solo una!
Le 18.30: la gente arriva. Le sedie verdi cominciano ad essere occupate. Ore 19.00: la mezz’ora accademica siciliana viene rispettata: i buchi verdi all’interno del salone vengono tappati: la gente c’è. CITTATTIVA c’è! Un salone gremito ha ancora una volta manifestato la voglia di cambiare ed esserci: con CITTATTIVA e con GIUSEPPE ROCCA!
E’ stato davvero esaltante vedere gli abitanti di S.Maria la Stella partecipare ed esprimere il loro disagio. Tutti lì! I santantonesi di S.Maria la Stella, Lavinaio e Monterosso a testimoniare il loro impegno e la fiducia in Giuseppe Rocca. L’incontro “Riscriviamo insieme le Frazioni” è stato un successo: due ore circa durante le quali sono stati esposti problemi reali e si è parlato di come risolverli. Problemipiccoli e grandi questioni: dalle indicazioni stradali “pendenti” all’annosa questione del Bosco di Aci, dalle buche in strada al problema del PRG. E la gente era lì, con noi, ad ascoltare e annuire, ad osservare e domandare.
La cosa principale, quella che abbiamo più volte sottolineato, è che AciSant’Antonio e le sue frazioni hanno bisogno di persone, non di imposizioni o di deleghe. Il sindaco non devono sceglierlo a Catania, Palermo o addirittura Roma. Il sindaco ce lo scegliamo noi. E noi scegliamo Giuseppe.
I chiodi nelle mani e nei piedi della libertà non finiranno mai. E dobbiamo pure esserne lieti: più ne mettono, più sono grandi mani e piedi. Ma ogni volta che ne conficcano uno fa male. Tanto. Adesso sta accadendo di nuovo: impossibile che non ritorni in mente il trio Biagi-Santoro-Luttazzi. Soprattutto perchè due dei protagonisti dell’allora editto bulgaro sono nuovamente coinvolti. Il terzo non c’è probabilmente perchè non c’è proprio più.
Ogni tanto conCITTATTIVAsconfiniamo, andiamo oltre i paletti di paese, Provincia, Regione. Ci portiamo dall’altro lato dell’imbuto, perchè certe cose l’imbuto lo attraversano fino alla Regione, alla Provincia, al paese. Ora non si può non riflettere sullo stato di salute della libertà: facciamolo già noi, da casa nostra. Riflettiamo, pensiamoci. E proviamo ad agire.
Marco Travagliosabato sera a “Che tempo che fa” (su Raitre), ospite di Fabio Fazio, ha tratto delle conclusioni e ha citato dei fatti che appartengono alla storia di questo Paese. Il fatto che il neopresidente del Senato, Renato Schifani, fu socio in una compagnia dove figuravano mafiosi di primordine, è storia. E’ un fatto appurato, un fatto che figura su libri che hanno venduto innumerevoli copie, libri scritti da Lirio Abbate, da Peter Gomez, dallo stesso Travaglio (citiamo “I complici” e “Se li conosci li eviti“). Il mondo politico ha tuonato parlando di “attacco” e chiedendo a gran voce le scuse per il mancato contraddittorio. Ma contraddittorio di cosa? Cosa dovrebbe essere contraddetto? Un fatto appurato, scritto, venduto, letto, letto, letto da tempo e mai criticiato perchè dovrebbe adesso essere contraddetto. Forse perchè sono pochi gli italiani che leggono e molti di più quelli che vedono la tv (e vedono Fazio, simpatico a tutti)?
Come ha detto l’unico onorevole d’opposizione che ha solidarizzato con Travaglio: “Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore“. Ed è così. Travaglio si è limitato a citare un fatto di storia, un fatto sporco che riguarda la seconda carica dello stato, e per questo è stato attaccato. Quelli di Liberacittadinanzascrivono che “grazie al coraggio di Marco il re è nudo”, ed è così. Il re è nudo. Ed è comprensibile la rabbia di chi si preoccupa di NON FAR SAPERE alla gente come stanno le cose. Molti non credono quando gli si racconta di processi per mafia, per strage, di prescrizioni, di corruzione, perchè il racconto di certi fatti suona incredibile alle orecchie della gente comune, della gente che guarda la consuetudine in tv.
“El Pais” in quel di Spagna ha scritto, il 29 aprile, che “Schifani negli anni Ottanta fu socio in una compagnia nella quale figuravano Nino Mandalà, boss del clan mafioso di Villabate, e Benny d’Agostino, imprenditore legato allo storico dirigente di Cosa Nostra, Michele Greco“. Lo ha scritto un autorevole quotidiano spagnolo, e nessuno ha gridato alle scuse. Come nessuno lo ha fatto dopo “Se li conosci li eviti”. E come nessuno lo farà se nessuno parla in tv. Anzi: qui in Sicilia qualcuno ha pensato bene di fare dei manifesti per festeggiarlo, Schifani… Ma sono in pochi a conoscere il passato dell’avvocato: leggetelo qui.
Fabio Faziosi è incredibilmente scusato, si è scusato perchè nella sua trasmissione è stato citato un fatto di cronaca che riguarda la seconda carica dello Stato. Si è scusato perchè è stata detta una cosa che - a suo pare, possiamo ben dirlo a questo punto… - non andava detta. Si è scusato perchè qualcuno, sentendosi libero, ha gridato che il re sfilava senza vestiti, credendo che il potere lo coprisse. Si è scusato perchè quella verità non andava detta, doveva restare chiusa dentro il libro di Abbate e Gomez e (fuori dai confini) dentro le pagine di “El pais”. Ci associamo a quelli di Liberacittadinanza e chiediamo a voi di scrivere a Fazio, se ve la sentite, per fargli sapere cosa pensate del suo atteggiamento:
Ecco una mail indicativa, a firma di Emanuela e Francesco Baicchi: “L’appuntamento del sabato e della domenica era ormai entrato nelle nostre abitudini, e aveva perfino portato a rinunciare a qualche impegno alternativo. ‘Che tempo che fa’ ci sembrava uno dei pochi spazi non ‘normalizzati’ di una televisione di regime quasi totalmente asservita al ‘padrone’ dell’informazione italiana. Dopo la penosa genuflessione del suo conduttore di domenica scorsa e l’ignobile presa di distanza da un giornalista che ha fatto semplicemente quello che l’etica professionale gli impone, cioè dire la verità, useremo in altro modo quei minuti. Fazio, invece di scusarsi, dovrebbe solo chiedersi se le notizie fornite da Marco Travaglio sono vere: in caso affermativo valutare, come tutti gli italiani, in quale Paese democratico un personaggio come l’avvocato Schifani avrebbe potuto ricoprire la seconda carica dello Stato. Naturalmente non si può chiedere a nessuno di difendere la propria dignità se non ne sente la necessità autonomamente. Noi spettatori non possiamo che decidere di non guardare mai più le trasmissioni di Fazio, i cui redditi da ora in poi non dipenderanno certo dagli indici di audience. Certo non ci aspettavamo che gli effetti censori (e auto-censori) del 14 aprile si facessero sentire così presto. Addio“
Una cosa rimane assurda: nella bagarrevolutamente creata nessuno (telegiornali o giornali anche autorevoli), fosse stato pure per sbaglio, ha provato a vedere se Travaglio ha mentito o se ha detto la verità. Lo stolto guarda il dito.
Chiamarla “frazione” è per certi aspetti riduttivo, ma frazione è e così rimane. Lo scriviamo perchè qualche tempo fa un post su S. Maria La Stella ha suscitato discussioni un po’ accese su questo blog, ma è stato chiarito - senza grossi problemi - che abbiamo tutti lo stesso obbiettivo: migliorare i posti che viviamo tutti i giorni.
Mercoledì 14 maggio l’obbiettivo focalizzerà proprio S. Maria La Stella: ci vedremo alle 18.30 nel salone parrocchiale della frazione, per discutere. Suggerimenti, proposte, idee: questo offriremo e questo ci aspettiamo.