Archiviato in January, 2008
Postato da: Editore on January 28th, 2008

Il centro di Aci Sant’Antonio sembra il buco delle ‘Polo’ (e quello, comunque, aveva la menta intorno…): non c’è vita e non c’è niente. Di bello.
Oddio: la chiesa ‘madre’, con le due figlie vicine, ha il suo perchè, come anche gli spazi che le accolgono tutte e tre (anche se ‘San Biagio’ è messa lì praticamente senza ‘accoglienza’). Per chi vive il paese, però, o anche per quelli che lo attraversano (molti, anche in autobus), è tutto piatto. Non ce ne vogliano gli esercenti che operano nella zona (soprattutto i proprietari dei bar), ma non ci si può esimere dal dire che lì regna il piattume maximo senza apparente possibilità di soluzione: l’offerta è praticamente inesistente.
Nel contemplare questo piccolo tavoliere urbano siculo ci siamo chiesti: “Si può sistemare?”. E ci siamo risposti che si può. Anzi: si deve. Abbiamo pensato, dunque, di coinvolgere anche VOI. In fondo si tratta di avere idee, e le idee non costanto nulla. Arricchiscono.
Quindi: pensate, pensiamo. Scrivete in risposta a questo post quello che vi viene in mente: uno spazio informativo su quello che vi pare; la richiesta al Comune di locali da adibire a qualcosa di utile; la sistemazione delle facciate… Insomma: fateci sapere cosa fareste VOI se poteste mettere mano al centro di Aci Sant’Antonio. Raccoglieremo le VOSTRE PROPOSTE e, nei limiti del possibile, penseremo alla possibilità di attuarle presentando poi le dovute istanze a chi di dovere.
Non importa se santantonesi o no: a noi interessano i prodotti della vosta mente, da qualsiasi parte proveniate! E se non avete idea di come è fatto il centro di Aci Sant’Antonio, inviateci lo stesso quello che vi viene in mente. Tanto è come riempire un vaso di fiori, vuoto…
Postato da: Editore on January 23rd, 2008

Dopo Pancho Pardi e Rita Borsellino (che fra poco dovrebbe tornare) arriva ad Acireale Marco Travaglio, grazie agli amici acesi di Liberacittadinanza. Mercoledì 30 gennaio, alle 17.30, presso i locali del cinema Spadaro, il giornalista presenterà il suo ultimo libro, “Mani sporche”, scritto con Peter Gomez e Gianni Barbacetto (con un’intervista inedita al pm di Milano Francesco Greco).
Sottotitolo del libro è “2001-2007: così destra e sinistra si sono mangiate la II Repubblica”. Già la dice lunga… Tutti i protagonisti, le storie, i risvolti, le intercettazioni, le bugie di questi anni. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella. Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio della Casta.
Da Liberacittadinanza ci fanno giungere invito esplicito a partecipare, nonché a preparare interventi o domande per Marco Travaglio. A moderare sarà Maria Lombardo, giornalista de “La Sicilia”.
Il confronto con persone preparate al livello di Travaglio è senza dubbio stimolante: CITTATTIVA raccoglie l’invito e lo gira a chiunque volesse prendere parte all’incontro.
La verità non trionfa mai, ma i suoi oppositori soccombono sempre, scriveva Maxwell: conoscere la verità è sempre un punto a favore.
Postato da: Editore on January 21st, 2008

Totò Vasa-Vasa, detto “Totò Cuffaro“, in arte Presidente della Regione Sicilia, è stato condannato a 5 anni di carcere, con tanto di pena accessoria che recita: interdizione dai pubblici uffici. Vasa-Vasa, per non smentire la sua indole un po’ clownesca, un po’ spietata, ha pensato bene di farsi vedere contentissimo e di dichiarare: “Bene. Ora posso tornare al lavoro“, ricordando che i siciliani lo vogliono…
I siciliani che vogliono Vasa-Vasa alla presidenza della Regione sono per un terzo collusi con la mafia, per un terzo collusi con l’Udc, per un terzo collusi con l’idiozia (quelli che pregavano in chiesa per lui probabilmente rivestono tutte e tre le cariche…). Perchè non se ne perda memoria come si fa con le stragi mafiose, inoltre, ricordiamo cosa dichiarò quest’uomo lo scorso 18 ottobre a ‘Otto e mezzo’, su La7: “La Sicilia non merita di avere un presidente della Regione condannato. Credo che il mio ruolo istituzionale mi imponga di dimettermi e di lasciare la politica. Subito, dopo la sentenza di primo grado, senza aspettare il verdetto della Cassazione: un’eventuale condanna vale da subito, dovrei continuare a fare il presidente della Regione da condannato e credo che la Sicilia meriti rispetto così come lo merita la magistratura anche se avrei preferito che anche la Procura avesse rispetto nei miei confronti“. Come sottolinea un amico di CITTATTIVA: Cuffaro ha meno dignità di uno zerbino…
Totò è stato condannato perchè al suo amico Michele Aiello, (ex) signore della sanità siciliana privata, aveva svelato informazioni tanto segrete quanto pesanti (ad esempio che indagavano su di lui…). I magistrati hanno escluso l’aggravante di aver favorito la mafia, ossia (tra le altre cose) di aver passato informazioni preziose al boss Guttadauro (la frase pronunciata dalla moglie del boss, “Ragiuni avìa Totò Cuffaro”, è andata a farsi benedire insieme alle altre prove), ma quello che ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, è emblematico: “E’ rimasto provato il favoreggiamento di singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli, ma tutto ciò non è stato ritenuto sufficiente a integrare l’aggravante contestata di aver agevolato l’associazione mafiosa Cosa nostra nel suo complesso“. Già, perchè l’amico informato da Totò, Aiello, s’è beccato 14 anni per associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, truffa, accesso abusivo al sistema informatico della Procura e corruzione. Ma Totò rimane “pulito”…
“Pulito”, ma fino a un certo punto: il comitato “Addio pizzo” fa sapere che è on-line una petizione nella quale si chiede ai segretari della Regione Siciliana di inserire la condanna dell’On. Cuffaro nel curriculum dello stesso presente sul sito della Regione Sicilia: per firmare cliccate qui.
CITTATTIVA firma, indignata. Indignata anche perchè c’è chi solidarizza senza batter ciglio. Dopo la solidarietà a Mastella (peraltro testimone di nozze e amico, come Totò, del mafioso Campanella), infatti (con tanto di fedeli che pregano per lui, anzichè pregare perchè la giustizia faccia il suo giusto corso, qualunque esso sia), un gran numero di politici fanno a gara per la sviolinata migliore al condannato (peggiore è la sentenza, migliore è la sviolinata): “Da sempre sappiamo che Cuffaro non è colluso con la mafia - ha detto il leader dell’Udc Casini - lo ha certificato anche un tribunale della Repubblica. Sono certo che in appello cadranno anche le altre imputazioni“. Ma come si fa? Il sottosegretario alla giustizia Luigi Li Gotti poco tempo fa ha ricordato che “arresti come quelli dei Lo Piccolo non sono veri colpi dati alla mafia: un vero colpo avrebbe potuto darlo Casini non facendo candidare Cuffaro alla presidenza della Regione“. Di certo tutti quelli dell’Udc non sono collusi con la mafia: allora perchè non prendono le distanze?
Ci congediamo regalandovi un siparietto su Totò Vasa-Vasa descritto tempo fa da Marco Travaglio:

Postato da: Editore on January 16th, 2008

Il 5 maggio del 2007, dopo un breve malattia, Arturo Volcan se ne andò. Un male incurabile se lo portò via, lasciando qui solo il ricordo di una grande figura dello sport e dell’associazionismo acese (era un notevole cestista, amante del basket, ed era da sempre legato agli scout, presso i quali svolgeva servizio come Maestro dei Novizi, nel Gruppo Acireale 1).
Alla sua morte sorse quasi subito la proposta di intitolare al suo nome il ‘costruendo’ palazzetto dello sport di Corso Italia, ad Acireale, con una discussione imbastita direttamente in seno al consiglio comunale della città. La cosa, però, si arenò dietro una serie di pastoie tristemente consuete. Una delle dichiarazioni ‘arenarie’ risalenti allo scorso giugno recitava così: “Premesso che Arturo era mio amico - faceva sapere il sindaco Nino Garozzo - non condivido la scelta che ha condotto all’immediata comunicazione pubblica di una pur nobile iniziativa. La proposta, difatti, andava formulata all’Amministrazione affinché ci si potesse sedere tutti attorno ad un tavolo, onde poterne discutere in maniera costruttiva“.
Da allora le mosse divennero lente, ma si riuscì ad evitare i tranelli della polemica. Ufficiosamente si costituì un comitato spontaneo per portare avanti la proposta fatta in consiglio comunale, comitato che ufficialmente prenderà vita non appena si raggiungerà un numero sufficiente di firme da presentare al sindaco di Acireale per avallare la proposta del “Palazzetto dello Sport Arturo Volcan”.
CITTATTIVA ha sposato la causa, apprezzandone l’intento tanto quanto la figura importante di Arturo Volcan. Quindi: cliccate qui per scaricare il modulo da stampare, firmare, fare firmare e consegnare presso:
- Libreria “Equilibro”, di Vincenzo Barbagallo (consigliere di CITTATTIVA), via Vittorio Emanuele, 40/a, Aci Sant’Antonio;
- Bottega del Commercio Equo e Solidale, via Oreste Scionti, 19, Acireale.
In alternativa potete consegnare le firme a qualche membro di CITTATTIVA o a qualche scout di Aci Sant’Antonio, Acireale o Catania (ma anche di altre città, come Fiumefreddo), oppure potete chiedere i moduli a loro o, ancora, recarvi presso uno dei due punti sopra in elenco (la libreria o la bottega del Commercio Equo e Solidale) e firmare direttamente lì (quest’ultima, forse, è la cosa meno impegnativa).
Sul modulo si trova scritto, significativamente: “Arturo Volcan ha praticato per tanti anni lo sport della pallacanestro, costituendo un punto di riferimento per bambini e ragazzi, a cui ha trasmesso la passione per questo sport. Ha vissuto anche il volontariato attraverso il servizio educativo nello scautismo. Riteniamo che intitolare il Palazzetto dello Sport comunale ad Arturo Volcan, possa costituire per la città una testimonianza dei valori dello sport e del servizio verso il prossimo“.
Giovanni Mannino, al quale potete scrivere (cliccando qui) per chiedere ulteriori informazioni, fa sapere che presto verrà redatto un documento congiunto con altre associazioni da presentare al sindaco di Acireale insieme alla petizione.
Firmate per fare “ciaff” (come dice Giovanni) a un canestro importante.
Postato da: Editore on January 13th, 2008

Qualche giorno fa CITTATTIVA ha ricevuto la lettera di una ragazza santantonese che per lavoro vive a Milano, Tania Torrisi. Tania il paese lo sente, lo sente al punto da aver aderito subito al Movimento sentendolo come una possibilità. Se l’è proprio portato appresso Aci Sant’Antonio, e i brevi periodi in cui vi fa rientro, come le scorse feste, se ne riprende un pezzettino per averlo su sempre nuovo. Solo che oramai c’è poco da prendere per avere buoni ricordi, così, una volta tornata su, ci ha scritto…
Pubblichiamo la lettera come lei ce l’ha mandata, ritenendola piena dello spirito che pervade CITTATTIVA: rabbia e una gran voglia di fare…
“Cari cittattivi, il motivo che mi ha spinto a scrivere su questo blog è rabbia. Rabbia nei confronti di un’amministrazione, che, come sappiamo bene, ci ha preso in giro e continua a farlo beatamente; un’amministrazione che probabilmente non sa neanche cosa voglia dire fare politica, se non occupare quelle poltrone.
Santantonese come molti di voi, ma vivo a Milano per lavoro da quasi due anni. Regolarmente torno a trovare “casa” e trovo che niente è cambiato. Tutte le volte. Come la settimana di feste che ho trascorso giù. Tutto piatto. Anzi, sembra che i nostri cari amministratori si impegnino a mantenere tutto com’è sempre stato. Se non peggiorarlo.
Vi elenco alcune cose che mi hanno sconvolto.
Un pomeriggio esco in macchina e da non più di 5 minuti pioveva in modo sostenuto. Ecco, percorro la via Nocilla e: il fiume. Possibile? Non un tombino, e se casualmente c’è sarà sicuramente otturato. Figuriamoci cosa succede per un temporale. Il comune non ci pensa.
Passo dal centro alla ricerca di decorazioni natalizie: niente. Qualche alberello, il solito, in piazza. Nient’altro. Il comune non ci avrà pensato.
Un’altra volta vado a gettare i rifiuti. A casa mia si fa la racconta differenziata. Prendo la plastica e il vetro e trovo i cassonetti dediti a quel tipo di raccolta strapieni, con roba ammucchiata per terra, e tutti rotti. Quindi anche se qualche cittadino seppur non obbligato ci pensa ad essere civile, il comune non lo accompagna. Non fornisce i mezzi per farlo. Il comune non ci pensa.
Altra cosa: le rotonde-foresta abbandonate a se stesse (vedi da altre parti, ben curate, basta anche uno sponsor). Il comune non ci pensa.
Beh, io direi che siamo stanchi di sopportare tutto questo. Non c’è interesse pubblico. Non c’è cambiamento. Non si sono mai visti sforzi per migliorare le cose. Nonostante le grandi potenzialità. E la nostra situazione, a mio modestissimo avviso, non è la regola perché basta guardare vicino, ad esempio ad Aci Bonaccorsi: quel paese sta benino. I cittadini sono assistiti socialmente dal comune, ad esempio: gite gratuite per i giovani di famiglie disagiate, o la raccolta differenziata per la quale vengono forniti i mezzi per l’espletamento. Poi basta guardarlo nell’aspetto e si nota che non è trascurato.
Quello che voglio dire adesso è che dobbiamo vincere questa scommessa. Non dobbiamo smettere di credere e di provare. Teniamoci uniti e non smettiamo di combattere!
Vi abbraccio.”
Tania
Postato da: Editore on January 10th, 2008

Con ritardo, ma è arrivato. La Befana il suo regalo l’ha lasciato, sebbene per arrivare ad Aci S. Antonio abbia dovuto attendere la tregua alla stagione delle pioggie: le buche per strada sono veri e propri agguati, soprattutto per una vecchietta carica di pacchi. Ma adesso il regalo c’è: come per magia le strisce blu sono apparse, improvvisamente, anche lì dove i più fiduciosi pensavano fosse impossibile. In via De Felice, davanti al supermarket (fino all’altezza della piazzetta ‘Pezzagni’) e in via Spirito Santo, davanti al bar ‘Paradise’ e fino all’altezza della piazza ‘Federico II’.
C’è stato però un problemino tecnico, che non ha permesso di togliere il cappuccio nero al cartello che, una volta visibile, obbligherebbe al pagamento. Ed è stato un problemino che ha creato un bel po’ di marasma al consiglio comunale di mercoledì sera, col vicesindaco Lazzaro che informava di non saperne nulla e il sindaco che spargeva qua e là i suoi “vabè, e che sarà mai…”.
Beh, sarà che:
1. quel supermarket avrà subito il suo bel danno;
2. che le auto si concentreranno tutte in zone dove non si paga, ossia dappertutto visto che:
3. in zona NON ESISTONO ALTRE STRISCE, di alcun colore…;
4. la segnaletica orizzontale è PRATICAMENTE ASSENTE, con lo stop di via De Felice del tutto cancellato, le strisce pedonali sulla via della SPARIZIONE, le linee continue e le altre linee INESISTENTI;
5. con la piazza ‘Federico II’ che non si sa cosa sia, se parcheggio o cos’altro;
6. con il mercato settimanale che ogni lunedì si svolge a pochi metri da lì;
7. …in risposta a questo post potete aggiungere a quest’elenco quello che ritenete opportuno…
Eppure, a fronte di tutto quello che NON C’E’ qualcuno ha ben pensato di mettere quello di cui NON C’ERA BISOGNO!
CITTATTIVA vi farà sapere come finisce la storia, ricordandovi che in download è possibile scaricare il materiale della conferenza-incontro “Riscriviamo insieme Aci Sant’Antonio” nella quale sono stati affrontati i problemi della viabilità (come la mancanza di segnaletica). Intanto vi segnaliamo il sito soccorsosociale.org nel quale l’argomento ’strisce blu’ viene trattato in maniera abbastanza approfondita dal punto di vista legale (soprattutto in merito alla loro legittimità o meno).
Non a caso quelli di “soccorso sociale” battono su una una cosa (citiamo testualmente): “Le strisce blu sono diventate un trucco per finanziare le amministrazioni comunali fallimentari”… Certo, ci sarebbe da analizzare caso per caso, amministrazione per amministrazione, ma nel caso di Aci Sant’Antonio non sembra tanto sbagliata quest’affermazione…
Quindi: restate qui, e per ora parcheggiate.
Postato da: Editore on January 2nd, 2008

Facciamolo cominciare bene, questo 2008. Il calendario lo guardiamo, tante volte semplicemente per vedere quando siamo, o quando saremo. Se non siete interessati agli oroscopi o alle ricette, ai prodotti di marca o alle foto d’arte, allora potete scaricare questo:

E’ il “Calendario dei Santi Laici 2008”, ideato da Beppe Grillo, con prefazione di Salvatore Borsellino e dello stesso Grillo, e con la coda dei morti ammazzati nello stato italiano, a mo’ di elenco finale. E’ utile per la memoria. Doppiamente utile. Riportiamo qui la prefazione di Salvatore Borsellino, mostrandovi uno dei motivi per i quali vale la pena:
“C’è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali” .
E’ importante preservare la memoria. Fondamentale, a volte. CITTATTIVA ricorda.
A breve le nuove denunce, e le nuove proposte.