Lo abbiamo visto, ci siamo confrontati, ne abbiamo discusso. Come dovrebbe sempre accadere. Avevamo pareri contrari fra noi, ma poi, ricostruendo i fatti, abbiamo ritenuto insieme che stavolta il dito non va puntato contro.
Il nostro sindaco si è macchiato di atti pseudo-politici gravi. O, è meglio dire: si è reso responsabile di gravi gesti di noncuranza politica. Riteniamo che sia ingiusto, però, vestire i panni degli accusatori: rispetto ad altre volte, infatti, in questa vicenda Alfredo Pulvirenti non ha commesso nessun “fattaccio”, non si è macchiato né di “immoralità”, né di “corruzione”, né di “noncuranza politica”, né di “malgoverno”… Il fatto grave, semmai, è che la magistratura si preoccupa di lui solo in merito a questa vicenda… Perché stavolta il sindaco si è semplicemente assunto la responsabilità di lasciare che i commercianti del mercato del lunedì per un lunedì continuassero il loro lavoro. Di certo il suo atto sarà stato sbagliato nella forma: avrebbe dovuto attenersi alla volontà del tribunale che gli aveva ordinato di sospendere lo svolgimento del mercato settimanale… Nell’attesa di una maggiore chiarezza sul luogo in cui situare il mercato e risolvere l’annosa questione.
CITTATTIVA ha ragionato sul fatto che chiunque al posto suo avrebbe potuto trascurare un’ordinanza in favore di gente che lavora, in favore di quei commercianti che “di quella fiera vivono”… O, perlomeno: non sarebbe stato facile per nessuno al posto suo spiegare agli interessati (ai quali con molta probabilità il sito di svolgimento non importa molto…) di dover bloccare una giornata di lavoro per ragioni “giuridiche”.
Il sindaco è stato condannato per “omissione d’atti d’ufficio” (come chiarito), mentre i consiglieri D’Agata e Bonaccorso per “abuso d’ufficio”, e per questo ci sentiamo di fare un’altra precisazione: l’abuso in questione riguarda il fatto di aver preso parte ad una votazione a cui non avrebbero dovuto prendere parte. Dunque: l’abuso concerne null’altro che una votazione per decidere dove far svolgere o meno il mercato. C’è da indignarsi?
Non ci va di strumentalizzare, perché è anche contro questa forma di “attivismo” mascherato che ci schieriamo.
Pulvirenti ha REALMENTE COMMESSO degli atti dei quali indignarsi, ma non era questo il caso.
CITTATTIVA vigila. CITTATTIVA riflette.
















