In Italia ogni giudizio, di qualsiasi tipo, porta con sé elementi di incertezza.
CITTATTIVA, come tutti ricorderete, ha presentato ricorso al TAR contro l’aumento della TARSU nel novembre 2008. Finalmente - grazie ai sempre velocissimi tempi della giustizia - è arrivata l’udienza sul merito. Il 20 aprile 2010 la terza sezione del TAR ha deciso - udite, udite! - di non decidere, e ci ha rimandati ad ottobre.
La nostra reazione non può che essere di serena attesa per quella che sarà la sentenza definitiva (che arriverà, appunto, solo ad ottobre), però da “cittadini” ci aspettavamo che la questione venisse prontamente risolta; speravamo che i ricorrenti e i santantonesi tutti, vessati da una tassa pesantissima, potessero avere una risposta univoca e immediata.
Esigenze di celerità a parte, rileviamo - con soddisfazione - che la richiesta dei giudici di ULTERIORI CHIARIMENTI avanzata al Comune di Aci Sant’Antonio, e la richiesta di unaRELAZIONE sulla vicenda in questione da parte dell’Amministrazione Cutuli (entro 60 giorni) dimostra, senza alcun dubbio, che lenostre argomentazioni sono state considerate valide e fondate su solidi argomenti di diritto!
E’ chiaro che se non fosse stato così la questione sarebbe stata già conclusa a favore dell’Amministrazione santantonese.
Attendiamo fiduciosi e col fiato sospeso, sapendo quanto è difficile ottenere giustizia in Italia, mantenendo sempre la massima considerazione e la più salda fiducia nell’organo giudicante.
Per chiudere, ecco di seguito l’Ordinanza:
_______________________________________
N. 00269 / 2010 REG.ORD.COLL.
N. 03143 / 2008 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
sezione staccata di Catania (Sezione Terza)
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
Sul ricorso numero di registro generale 3143 del 2008
contro
Comune di Aci Sant’Antonio in persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Vitale, con domicilio eletto presso lo stesso avv. Antonio Vitale in Catania, corso Italia N. 226;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
della delibera del Sindaco del Comune di Aci Sant’Antonio n.81 del 24.9.2008 avente ad oggetto la determinazione delle tariffe TARSU anno 2008;
degli atti presupposti connessi e consequenziali.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Aci Sant’Antonio in Persona del Sindaco P.T.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 aprile il dott. Maria Stella Boscarino e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto necessario ai fini della decisione acquisire dettagliata relazione dell’Amm.ne sulla vicenda di cui in ricorso ed ogni ulteriore chiarimento che il Comune ritenga utile, corredati da copia dei documenti rilevanti, ivi inclusi gli atti e le relazioni anche tecniche dell’istruttoria ed il Regolamento;
detti documenti dovranno essere trasmessi in triplice copia oltre l’originale entro il termine di giorni 60 dalla comunicazione in via amministrativa o notificazione a cura di parte della presente ordinanza;
l’ulteriore trattazione del ricorso viene rinviata all’udienza pubblica del giorno 13 ottobre 2010;
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia - Sezione staccata di Catania - Sezione Terza ordina al Sindaco del Comune di Aci Sant’Antonio gli incombenti di cui in motivazione entro i termini ivi indicati;
rinvia l’ulteriore trattazione del ricorso all’udienza pubblica del giorno 13 ottobre 2010.
Così deciso in Catania nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2010 con l’intervento dei Magistrati:
Calogero Ferlisi, Presidente
Alba Paola Puliatti, Consigliere
Maria Stella Boscarino, Primo Referendario, Estensore
In un tempo così veloce da proiettarci nitidamente in più di un domani, la coerenza diventa uno dei valori più importanti. Significa firmare le pagine di storia, dare un senso alla stabilità. La società è masticata e inghiottita dai mutamenti politici che dettano spesso regole nuove e sconosciute, buone per smentire le promesse di qualche minuto prima.
“Liberacittadinanza” organizza ad Acireale la prima “Giornata della Coerenza Civile”, sabato 16 gennaio, per gettare luce su un valore così alto, che calato nella vita di tutti i giorni, vestitito di un importante “civile”, brilla ancora di più.
La figura scelta per il tema di questo che si spera essere il primo di una serie di anni nei quali questa giornata verrà celebrata, è l’avvocato Giorgio Ambrosoli. Liquidatore della Banca Privata Italiana, Giorgio Ambrosoli venne ucciso su mandato di Michele Sindona, padrone di quella banca e di un enorme impero finanziario internazionale fondato sulla menzogna e il malaffare: tre colpi di pistola, però, non bastarono a farlo tornare indietro, come fino ad allora la tentata corruzione e le minacce non avevano avuto esito. Sindona venne condannato (e in seguito morì avvelenato) e consegnato alla storia come uno dei maggiori criminali della storia del nostro Paese, Ambrosoli divenne simbolo di lealtà e giustizia. E della più pura coerenza.
Umberto Ambrosoli, suo figlio, racconta l’ultimo periodo di vita del padre in un libro, “Qualunque cosa succeda”, che narra di un uomo eccezionale votato a quello che in assoluto è giusto. Scriveva alla moglie, resosi conto di quanto grande fosse ciò che affrontava: “Anna carissima […] ricordi le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. […] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto”.
Uno di quei ragazzi, adesso, sarà ad Acireale per parlare di suo padre. La mattina sarà al cinema “Margherita”, alle 10:00, per incontrare i ragazzi delle scuole e nutrire la loro memoria. La sera, alle 18:30, sarà nel Salone delle Terme di Acireale, per incontrare chiunque voglia spolverare la memoria e osservare uno dei volti più significativi della coerenza.
Sabatosi protesterà a Romaperché l’Italia torni ad essere un paese libero. L’informazione italiana, infatti, a detta di chi osserva, indaga questo aspetto osservando il mondo intero, non è libera. E se non si è informati o, peggio, se circola cattiva informazione, le libertà individuali, insieme alle possibilità di vivere serenamente e costruirsi un futuro solido, vacillano pericolosamente, minacciando l’imminente crollo.
Noi non siamo ancora crollati, ma il solo fatto che per Freedom House(l’organizzazione autonoma che promuove le libertà nel mondo) siamo passati da paese “libero” a paese “parzialmente libero”, unico insieme alla Turchia nell’Europa Occidentale, sembra essere l’anticamera del baratro. Siamo quarantaquattresimi: paesi come la Slovacchia o la Repubblica Ceca sono anni luce avanti a noi.
Sabato si scenderà in piazza, con sulle spalle un fardello in più, quello dell’insulto, della derisione di chi sa di essere la causa di questo,quel presidente del Consiglio che parla di “farsa” e di “farabutti”. Farsa una manifestazione con centinaia di migliaia di partecipanti annunciati, farabutti i partecipanti. Chi si schiera con lui (in larga misura si tratta di gente da lui pagata, spesso profumatamente), soprattutto i giornalisti, non può ignorare di essere in fallo. Ci sono motivi pesantissimi che li fanno scivolare nel fango del torto, motivi precisi. Il primo, il più pesante e più evidente, anche per chi non esercita questo mestiere, sta nel conflitto d’interessi: detto in soldoni, chi ha un potere mediatico non può esercitare alcuna funzione politica. Peggio è se si ha un potere mediatico enorme e se la funzione politica è, a conti fatti, la più alta sulla piazza. Gli altri motivi risiedono nelle pieghe del Codice deontologico dei giornalisti(nato per mano degli stessi giornalisti a seguito di “mani pulite”, proprio per difendere la libertà di stampa), o nelleleggi sulla stampao, prima ancora, nella Costituzione. Da nessuna parte sta scritto che è vietato appoggiare il Presidente del Consiglio, ma si trova scritto che il compito dei giornalisti è informare, dare le informazioni con “accuratezza”, si parla a vario titolo di imparizalità. Nel mondo in tanti hanno pagato con la vita il diritto alla verità, al fatto che la verità venga diffusa, e che si faccia con equità.
Filippo Facci, giornalista ostile a molti che si schierano contro il Presidente del Consiglio, giorni fa ha dichiaratoche “di sicuro Berlusconi ha deciso che ‘Il Giornale’ dovesse usare degli strumenti analoghi a quelli relativi alla campagna che contro Berlusconi viene fatta da parecchio tempo”. Questo, di fatto, limita la lbertà di stampa. Berlusconi dirige il Governo, Berlusconi dirige ‘Il Giornale”, ergo il Governo ha un organo di informazione che si spaccia per analogo agli atri, ma che, avendo l’appoggio del Governo, domina gli altri. In realtà il potere di Berlusconi è molto più ampio: dagli anni del cosiddetto “far west dell’etere”riuscì ad avere, con l’appoggio di Craxi, un indiscusso dominio sui privati, arrivando a stare quasi sullo stesso piano della Rai. Stessa cosa fece per i giornali, col caso “Mondadori”, e solo per un soffio si riuscì a togliere dalle sue mani anche ‘La Repubblica’. Oggi, da presidente del Consiglio, riesce a dirigere la Rai, con un Consiglio d’Amministrazione in mano al Governo, con nomine fatte su misura: la direzione di Augusto Minzolini(Tg1) è stata aspramente criticata persino dai vertici dell’Ordine dei Giornalisti. Lo stesso Ordine sarà in piazza il 3 ottobre con il suo Consiglio Nazionale, proprio per protestare contro tutto ciò.
Non esistono censure di stampo fascista, è vero, perché sarebbe impensabile: esistono censure molto meno evidenti e più taglienti, come i colletti bianchi della mafia. I tagli, le minacce velate, i non detti, le mancate risposte, il ricorso al termine “bugie” e “spazzatura”.
Non è che fare opposizione significhi soltanto dire “no”. In politica il termine “opposizione” indica anche l’insieme di chi esprime un’opinione condivisa solo da una parte minoritaria. Nel caso specifico al termine “opinione” possiamo sostituire quella “emendamento”.
Il gruppo di opposizione al Consiglio Comunale di Aci Sant’Antonio, dentro cui sta il rappresentante del Movimento CITTATTIVA, ha presentato (con data 17 giugno) 9 emendamenti per provare a cambiare il bilancio comunale.
L’emendamento è una proposta di parziale modifica del Bilancio di previsione 2009, prima che questo diventi valido a tutti gli effetti. Questi emendamenti sono frutto di due giorni di intenso lavoro, e di una lucida riflessione votata alla pubblica utilità. Ve li elenchiamo qui sotto, e offriamo la possibilità a tutti di leggere in dettaglio la proposta cliccando sul documento posto sotto ogni voce.
La speranza è sempre quella di migliorare le cose, ma il rischio è che si ascoltino più le esigenze di partito che quelle di paese. In ogni caso CITTATTIVA vi tiene informati: per sapere come vanno le cose in Consiglio Comunale basta cliccare sul tasto
che trovate in alto a destra. Si aprirà, come abbiamo sottolineato diverse volte, una pagina contenente i resoconti dei Consigli Comunali, sempre puntualmente aggiornata grazie alla tempestività del consigliere di CITTATTIVA, Giuseppe Micalizzi.
Convinti dell’importanza dell’Unione Europea, del potere decisionale di Bruxelles, della lungimiranza degli uomini del 1957, CITTATTIVA propone a tutti un documento breve: poche pagine che racchiudono la storia dell’Europa unita.
Cliccando sul link qui in alto potrete scaricare un breve scritto che racconta in maniera sintetica e chiara gli avvenimenti dal 1973, spiega come è strutturata l’Unione, chi ne fa parte, come si è arrivati a certe decisioni.
[…] Reggio Calabria e Messina, la zona più pericolosa, forse, d’Italia: solo il 25% delle abitazioni sono costruite in maniera antisismica. Che vogliamo fare? Aspettare di fare il ponte o mettere i soldi per questa roba? Ecco quello che voglio dire io. Cioè: quando si parla di Piani-casa, quando si parla di grandi opere… La grande opera di cui abbiamo bisogno è tirare fuori questo paese dal rischio naturale, e il rischio naturale sono frane, alluvioni, vulcani e terremoti, e noi ne abbiamo in abbondanza, di tutti. Quindi: è un delitto non spendere denari pubblici…
______________________________
Lo ha detto il geologo Mario Tozzi, ricercatore del CNR, intervistato da Corradino Mineo (trovate queste parole al minuto 2.51 del video qui in alto). Questa tragedia ci mette ancor più con le spalle al muro, scoperti. Ed è inutile piangere sul latte versato, lanciare accuse su quello che non è stato fatto, ricercare la Cassandra di turno che aveva previsto la catastrofe, e magari aveva ragione, o forse è stato un dannato caso.
Quello che serve adesso è darci una mano, aiutarci. Qui su CITTATTIVA, per quel poco che possiamo fare, ci affianchiamo a chi grida che c’è bisogno di sangue: recatevi alla più vicina sede Avis e, se potete, donate. O offrite una mano. Ad Acireale la sede Avisè in
Corso Savoia, al numero 134
Lasciamo stare le polemiche, se ne riparlerà a tempo debito per imparare ancora. Chi ha notizie utili per dare una mano le inserisca nei commenti a questo post. Dagli indirizzi per le donazioni in denaro a quelli a cui recarsi per offrirsi nei soccorsi.
[…] Proseguendo su questo iter, facciamo notare, come opposizione, che l’addetto stampa del sindaco, che costa al contribuente 11.000 eurol’anno, a nostro modo di vedere non sia per nulla necessario, anzi; quei soldi potrebbero invece essere utili per permettere a qualche rete locale di trasmettere, anche indifferita, il Consiglio Comunale, offrendo così quella trasparenza che non sarà di sicuro data da un addetto stampa che, secondo l’opposizione, cura gli interessi del sindaco. Quest’ultimo ha risposto di ritenere necessaria, oltre che lecita, la scelta di avere un addetto stampa…
__________________________________________
Sono parole di Giuseppe Micalizzi, il consigliere comunale di CITTATTIVA, parole che potete trovare andando a leggere il resoconto del Consiglio Comunale del 26 febbraio 2009. In quell’unico Consiglio di febbraio l’opposizione fece notare al sindaco che i soldi pubblici andrebbero usati per la pubblica utilità, ma con un mix di “lecito” e “necessario”il sindaco tirò dritto.
Oggi, alla luce delle accuse lanciate sul manifesto senza faccia di un fantomatico direttivo del MpA, tiriamo fuori dalle scarpe questo e diversi altri sassolini, schiacciandoli su un nostro manifesto - chiaramente firmato… - nel quale lanciamo il guanto a queste facce nascoste nell’ombra: proponiamo un PUBBLICO DIBATTITO.
Pubblico, con le cose dette a viso aperto e nessuna possibilità di lanciare accuse nel vuoto. Il dibattito sarà alla luce del sole: non sono mica vampiri i nostri interlocutori. O no?
Tempo addietro capitò che più d’una volta i critici di CittAttiva rimproverassero il Movimento e, soprattutto, gli editori del blog, di non prendere nessuna iniziativa e di non far altro che lanciare parole al vento, nell’intento, soprattutto, di sponsorizzare la candidatura di Giuseppe Rocca.
Ebbene, col tempo abbiamo smentito (non che ce ne fosse realmente bisogno) questi critici dell’ultimo minuto: la recente iniziativa dei resoconti del consiglio comunale, ad esempio, che teniamo nuovamente a sottolineare
dimostra come CITTATTIVA sia soprattutto PROPOSTEper migliorare le cose.
Ecco, adesso, un’altra proposta concreta: su suggerimento di diversi lettori e amici di CITTATTIVA, offriamo ai santatonesi - aprendo il file excel che potete scaricare cliccando sulla calcolatrice sotto queste parole - la possibilità di riscontrare la correttezza degli avvisi sulla Tarsu ricevuti recentemente:
E’ un modo semplice per avere una certezza sul quantum delle tariffe, dato che l’errore - si sa - sta dietro l’angolo.
CITTATTIVA ancora una volta mostra di essere in grado di fare, senza nulla chiedere se non quello che spetta ai cittadini onesti. Con la convinzione che le cose buone, concrete e utili, possono essere fatte a partire dal basso, perchè è soprattutto in basso che servono. E magari diventassimo un Comune a 5 stelle…
E’ cosa risaputa oramai. Il riassunto è semplice: l’Italia potrebbe avere una legge secondo la quale 4 persone andrebbero considerate diverse da tutte le altre. Diverse di fronte alla giustizia. Si tratta del cosiddetto “Lodo Alfano”, e lo si può bloccare, anche daAci Sant’Antonio.
Un breve cenno storico: il “Lodo Alfano” riprende nell’animo la legge 20 giugno 2003, n. 140, detta “Lodo Berlusconi”, nome che “legittimamente” soppiantava il “meno meritevole” appellativo “Lodo Schifani”, a sua volta sostituto del “Lodo Maccanico”. Questo valzer di “Lodo” è, in sotanza, tutto una cosa: si tratta delle legge “salvapremier”, e il solo fatto che abbia continuato a riproporsi negli anni di Governo Berlusconi dimostra quanto per il Cavaliere sia importante che giunga a destinazione. Argomento unico: dare l’immunità a quello che potrebbe essere il pluripregiudicato Silvio. Si parlava, sì, anche dei Presidenti di Camera e Senato e di quello dellaCorteCostituzionale, ma il rumore vero lo faceva il mortaio più grande, come sta accadendo adesso.
In origine Antonio Maccanico non aveva previsto che la sua legge potesse diventare un’arma del patron di Arcore, tanto che dopo il maxiemendamento di modifica, a firma del nostrano Schifani, lo sconfessò, cedendo il nome all’eroe di Villabate. Ma la bomba, oramai, era innescata…
La Corte Costituzionale si disse contrariaal “Lodo Berlusconi”, ritenendolo in contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione (lo definì, quindi, “anticostituzionale”), e il Cavaliere dovette abbandonare l’idea. Oggi, forte di un Esecutivo e di un’Opposizione piùdeboli, e quindi di un maggior potere personale, Berlusconi ha ripresentato la proposta in salsa diversa, mantenendo però l’idea di farla franca.
C’è però la possibilità del referendum abrogativo(nel 2003 si erano già raccolte le firme, poi la Corte lo evitò), per questo è possibile firmare. Ad Aci S.Antonio lo si può fare nell’ufficio elettorale del Comune, e presto - ci fanno sapere da “Liberacittadinanza” - potrebbero essere allestiti dei banchetti nella piazza centrale, come già avvenuto da altre parti. E’ possibile firmare fino al 12 dicembre, in attesa del raggiungimento del quorum.
Come si legge sul blog“Il Megafono”di amici acesi, “qui si tratta di difendere un pilastro della Costituzione (minato al solo scopo di fermare le inchiestepenali in corso), così come si fece col referendum costituzionale del 2006“.
Non dobbiamo permetterlo, e siamo in grado di farlo. Anche da Aci Sant’Antonio.
Via Penninazzo è una delle strade che collega Aci Sant’Antonio alla frazione di Lavinaio, ed ha una particolarità: per metà appartiene al comune di Viagrande e per metà a quello di Aci Sant’Antonio. Il comune di Aci Sant’Antonio aveva pensato bene di evidenziare questa particolarità rendendo impraticabile la sua metà: per chi doveva recarsi a Lavinaio, infatti, gli ostacoli non mancavano. Buche improvvise di svariate dimensioni, brecciolino costante, segnaletica verticale inesistente…
Ovviamente Viagrande per la sua metà aveva evitato che ci fossero buche e brecciolino (se non quello proveniente dalla metà santantonese, che di fatto rovinava anche la metà buona), mantenendo un asfalto decente per quanto si possa fare curando solo una parte di strada. Ovviamente questo comportava il rischio di trovarsi sulla parte buona auto in controsenso che cercano di evitare danni alle gomme, ai freni, agli ammortizzatori, allo sterzo…
Con CITTATTIVAevidenziammo il problema durante la conferenza incontro “Riscriviamo insieme le frazioni”, tenutasi a S. Maria La Stella lo scorso maggio, ed è avvenuto il MIRACOLO: pare che il comune di Aci S.Antonio abbia provveduto ad asfaltare la sua metà.
Per non dimenticare abbiamo riportato la foto di com’era (in alto a questo post). E l’abbiamo riportata anche e soprattutto per mostrare un esempio di gran parte delle strade che intersecano Aci S.Antonio, con le loro centinaia di buche che divengono voragini alla prima pioggia, poi tappate alla meno peggio e nuovamente bucate dalle gocce d’acqua, che provvedono anche a spargere il brecciolino generato dal disgregarsi dell’asfalto indecente usato per un primo riempimento.
Cittattiva.com ne approfitta, quindi, per lanciare una nuova iniziativa:
Trovate questa immagine nella colonna a destra del blog, fra le varie “iniziative”: cliccateci sopra per segnalare le varie STRADE DISSESTATE. Buche, brecciolino, illuminazione assente, segnaletica inesistente o completamente cancellata… Quello che più vi indigna segnalatelo qui: raccoglieremo tutto (indirizzi, descrizioni, foto, video…), realizzeremo i post di denuncia sulla base delle vostre segnalazioni e spediremo al gestore!